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Il rame, cenni storici…

Il rame è l’elemento chimico di numero atomico 29. Il suo simbolo è Cu.

E’ un metallo rosato o rossastro, di conducibilità elettrica e termica elevatissime, superate solo da quelle dell’argento; è molto resistente alla corrosione (per via di una patina aderente che si forma spontaneamente sulla superficie, prima di colore bruno e poi di colore verde o verde-azzurro) e non è magnetico.

È facilmente lavorabile, estremamente duttile e malleabile, ma non è idoneo a lavorazioni con asportazione di truciolo, perché ha una consistenza piuttosto pastosa; può essere facilmente riciclato e i suoi rottami hanno un alto valore di recupero. Si combina con altri metalli a formare numerose leghe metalliche (si calcola che se ne usino almeno 400), le più comuni sono il bronzo (rame e stagno) e l’ottone (rame e zinco). Tra le altre, anche i cupronichel e i cuprallumini (detti anche bronzi all’alluminio). Inoltre il rame è batteriostatico, cioè combatte la proliferazione dei batteri sulla sua superficie.

Il rame era già noto ad alcune delle più antiche civiltà di cui abbiamo testimonianze, la storia del suo impiego si stima vecchia di almeno 10.000 anni.

Un pendente in rame nativo datato attorno al 9500 a.C. è stato trovato in una grotta dei monti Zagros, in Iraq.In Turchia sono stati ritrovati altri oggetti in rame risalenti al 7000 a.C. Segni di attività del raffinamento del rame a partire dai suoi ossidi minerali (la malachite e l’azzurrite) risalgono al 5000 a.C., mille anni prima di quelli relativi all’uso dell’oro.

Insomma, il rame è con ogni probabilità il metallo che l’umanità usa da più tempo.

L'ascia in rame dell'uomo del Similaun...

L’ascia dell’uomo del Similaun…

Una piramide ospita un sistema di tubi di scarico in lega di rame vecchia di circa 5000 anni. Al museo Statale di Berlino si può vedere il primo tubo di rame per l’acqua risalente al 2750 a.C. L’uso del rame nella Cina antica risale al 2000 a.C., la cui produzione di bronzo raggiunge l’eccellenza attorno al 1200 a.C.

In Europa, l’uso del rame è confermato dal ritrovamento dell’uomo del Similaun (noto anche come Ötzi), il fossile di un uomo risalente al 3200 a.C. rinvenuto sulle Alpi, la cui ascia ha una punta costituita da rame puro al 99,7%.

L’elevato tenore di arsenico trovato nei suoi capelli fa presumere che tra le attività dell’uomo rientrasse anche quella di produrre il rame. Verso la fine del III millennio a.C., a Saint-Véran (Francia) era nota la tecnica per staccare un pezzo del minerale, batterlo e scaldarlo presso una miniera di rame ad un’altitudine di 2500 metri.

I reperti storici recuperati, risalenti ad una fase avanzata dell’Età del bronzo (inizio II millennio a.C.), comprendono ugelli in ceramica e strutture in pietra a secco, interpretabili come un forno metallurgico preistorico.

"Diffusion cuivre" di Hamelin de Guettelet - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Diffusion_cuivre.png#mediaviewer/File:Diffusion_cuivre.png

“Diffusion cuivre” di Hamelin de Guettelet – Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Diffusion_cuivre.png#mediaviewer/File:Diffusion_cuivre.png

L’uso del bronzo, lega di rame e stagno, è stato talmente diffuso nella storia da dare il nome ad uno stadio dell’evoluzione della civiltà umana: l’età del bronzo. Il periodo di transizione tra il precedente neolitico e l’età del bronzo è chiamato calcolitico ed è contraddistinto dalla compresenza di utensili in pietra ed utensili in rame.

L’ottone, una lega di rame e zinco, era già noto agli antichi greci e fu ampiamente utilizzato dai romani. Il rame è stato associato alla dea Venere nella mitologia e nell’alchimia per via del suo aspetto lucente, del suo uso nella produzione di specchi e per la sua principale zona estrattiva, l’isola di Cipro.

Il rame si trova quasi sempre sotto forma di minerali e molto più raramente allo stato nativo sotto forma di pepite. Oggi, le principali miniere sono situate lungo la Cordigliera delle Ande e le Montagne Rocciose: i principali Paesi estrattori sono il Cile, il Perù, gli Stati Uniti, l’Indonesia, l’Australia; altre importanti miniere si trovano in Papua Nuova Guinea, Zambia, Canada, Paesi ex-URSS, Polonia e Finlandia.

Visto il largo impiego, soprattutto in ambito elettrotecnico, la produzione è aumentata notevolmente, nell’ultimo secolo. Nel 2004, se ne sono prodotti oltre 22 milioni di tonnellate.

Molto importante, è il settore del recupero che, in Europa, supera il 40% della produzione totale.

 

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