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Metalli rari, dalle fogne !!!

Oro, argento ed altri metalli rari, secondo uno studio dell’Agenzia per la Sorveglianza geologica degli Stati Uniti, possono essere estratti e recuperati dagli escrementi evitandone la dispersione nell’ambiente.

Insomma, i nostri escrementi ed i nostri rifiuti, nascondono letteralmente una miniera d’oro, che potrebbe facilmente essere recuperato attraverso le attuali tecniche industriali di estrazione mineraria.

Le fogne nascondono realmente oro, argento e metalli rari come il palladio ed il vanadio usati nell’elettronica.

Lo studio di Kathleen Smith dell’Agenzia per la Sorveglianza geologica degli Stati Uniti (Usgs), ormai lo conferma.

Nel corso del meeting della Società Americana di Chimica (Acs), in svolgimento a Denver, la USGS, ha proposto di recuperare questo prezioso contenuto, con il doppio vantaggio di poterli nuovamente utilizzare e di evitarne la dispersione nell’ambiente.

“Ci sono i metalli ovunque”, ha spiegato Smith, “nei prodotti per la cura dei capelli, come nei detergenti.

Nanoparticelle sono inserite anche nei calzini per evitare i cattivi odori”.

Qualunque sia la loro origine, tutti questi metalli finiscono spesso per essere dispersi attraverso gli scarichi domestici e raccolti negli impianti di trattamento delle acque reflue. Questi materiali vengono poi trattati e possono essere usati o per la concimazione dei terreni oppure essere destinati all’incenerimento.

“Se riuscissimo”, ha aggiunto la Smith, “a sbarazzarci dei metalli, che limitano l’uso di questi rifiuti come fertilizzanti, e allo stesso tempo recuperare quelli preziosi, avremmo una doppia vittoria”.

La ricerca sul campo, svolta in numerosi impianti di trattamento delle acque, in varie città degli Stati Uniti, ha dato risultati clamorosi. Vere miniere di oro, argento, rame e materiali rari come il vanadio, che potrebbero essere estratti “senza grandi difficoltà”.

Chiaramente, parliamo degli Stati Uniti d’America; una delle nazioni più avanzate al mondo, nel trattamento e recupero di qualunque materiale…

Un paese, dal quale imparare e prendere esempio !

Nel Lazio, scatta l’emergenza roghi tossici e discariche abusive !

Nel Lazio, scatta l’emergenza roghi tossici e discariche abusive !?

Il Ministero dell’Ambiente, riferisce in Senato, di fronte al progressivo peggioramento della situazione che, vede costantemente aumentare il fenomeno, in special modo dall’interno dei campi rom, e nelle aree adiacenti a questi.

A lanciare l’allarme sul’emergenza rifiuti è stata Roberta Angelilli, che ha provveduto assieme ad altri 11 senatori ad esporre un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, nel quale si invita il Ministro, ad analizzare attentamente una operazione di ispezione nelle aree interessate, con l’intento di sollecitare l’Amministrazione di Roma Capitale.

Roma Capitale, deve al più presto ad adottare misure e provvedimenti più concreti e tempestivi, per arginare tali fenomeni, nonché per porre fine all’emergenza in atto sui roghi tossici e sulle numerose discariche abusive, presenti nel territorio. La richiesta è anche quella di verificare dettagliatamente le conseguenze di questi fenomeni abusivi, inerenti all’ambiente, come l’inquinamento e l’impatto che provocano a questo, insieme ai casi di degrado relativi.

Inoltre, si invita a formulare un’intesa con la Regione Lazio, al fine di installare strutture competenti, volte ad attività di inchiesta e monitoraggio sul fenomeno delle discariche abusive a cielo aperto, degli stessi roghi appiccati e del conseguente rovistaggio / danneggiamento dei cassonetti, che valgono parecchi soldi, secondo quando dichiara Angelilli in una nota. L’inchiesta è stata sottoscritta e sostenuta da altri senatori.

Gli interroganti, hanno potuto segnalare, che nell’anno 2014 sono aumentati in maniera spropositata tali fenomeni incontrollati e non autorizzati, riguardanti rifiuti di ogni genere, per lo più materiali pericolosi, da parte dei campi nomadi, appunto. Chi ne paga le conseguenze sono gli stessi cittadini, la loro salute e l’ambiente, dove si crea un disagio devastante, causato dall’emissione di fumi altamente tossici e nocivi, a tal punto che si possa parlare della presenza di una “terra dei fuochi” a Roma.

Si sta verificando una sorta di sistema parallelo riguardo il trattamento dei rifiuti, già denunciato numerose volte dalla Prefettura di Roma e dalla Polizia Locale, proprio per la gravità della situazione, sempre più allarmante. Questo fenomeno di roghi è suddiviso in fasi, tra le prime troviamo la pratica del rovistaggio dei rifiuti nei cassonetti, un’attività tollerata più volte dalla stessa Amministrazione Comunale, che non ha mai provveduto ad inserire provvedimenti, causando sistematicamente il danneggiamento dei cassonetti, oltre alla sporcizia del manto delle strade e dei marciapiedi, sempre meno decorosi. Ciò comporta non soltanto l’assegnazione di un immagine negativa appunto sul decoro cittadino ma anche spese per sostituire e riparare in continuazione i cassonetti stessi, costo che deve provvedere a pagare ingiustamente sia l’AMA che i cittadini. In seguito, si passa alle fasi di cernita e raccolta di rifiuti dalle pattumiere, dove la stessa immondizia di vario genere e di varia provenienza, che non desta l’interesse dei nomadi, viene abbandonata appunto per strada, mentre il resto viene smaltito nelle discariche abusive attraverso lo sversamento e / o incenerimento a terra, creando tra l’altro depositi incontrollati, caratterizzati da grandi quantità di cose indesiderate. Spesso, questi roghi vengono appiccati non soltanto nei campi rom, alcune dei quali autorizzati ma anche nei pressi delle abitazioni dei cittadini, costretti a subire questi veri reati, tra l’altro anche quelli di violazione della proprietà privata, invasa al fine di occupare e danneggiare il suolo e la cosa pubblica.

Il rogo su determinati componenti comporta l’emissione di gas e fumi tossici per ogni essere vivente. Quindi, si verifica un vero e proprio trattamento illecito di rifiuti, di stoccaggio e di messa in riserva di rottami vari, materiali ferrosi e metallici e quant’altro, trasportati a bordo di mezzi ovviamente non autorizzati. Inoltre, tutto il materiale raccolto viene immesso irregolarmente nel mercato delle vendite. Le forze dell’ordine della Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale dello Stato tentano più volte di arginare e bloccare definitivamente questi reati, rimasti sempre impuniti, proprio per contrastare i conseguenti disastri ambientali.

A tal proposito, è intervenuta anche la Commissione Europea per avviare una procedura di indagine, ovvero EU PILOT, a seguito dell’interrogazione presentata da Angelilli, nella data del 29 gennaio 2014, denominata “Combustione illegale di rifiuti e materiali negli insediamenti abusivi di Roma“, con la quale si chiedeva alla stessa Amministrazione di Roma Capitale di fornire informazioni dettagliate sul fenomeno, descrivendo le azioni effettive, al fine di attuare la normativa europea. Di contro, per interrompere le procedure della Commissione Europea, è stato annunciato l’impegno di porre in atto delle misure significative da parte sia del Comune che della Regione Lazio, da parte degli enti competenti, per porre fine a questo sistema lesivo del decoro, della salute, dell’impatto ambientale e di tutte le attività illecite che intercorrono.

Qualcosa, in definitiva, è stato fatto, in questi anni: tra il 2013 e il 2014 sono state sequestrate discariche abusive per oltre 160 mila metri quadrati, ovvero più di 16 ettari di terreno, pari ad oltre 40 campi di calcio regolamentari.

Nel villaggio attrezzato “La Barbuta” oltre allo smaltimento in discarica abusiva mediante incenerimento a terra, sono stati sequestrati oltre 700 chilogrammi di eternit; bonificare le aree trasformate in discariche abusive ha costi elevatissimi, ad esempio, al villaggio de “La Barbuta” la sola messa in sicurezza con rimozione dei rifiuti è costata circa 290 mila euro. Almeno il 50% dei cassonetti a Roma risulta danneggiato o parzialmente non funzionante e il costo per la sostituzione di un cassonetto si attesta sui 1.200 euro circa.

Tasso di mortalità per cancro (annuale, su 100 000 abitanti) nel triangolo Acerra-Nola-Marigliano…

Appare chiaro a tutti, che il protrarsi di questa situazione di degrado, non è più tollerabile.

Anche nella Capitale, i fuochi, stanno ponendo a rischio, la salute dei cittadini, creando anche danni economici alla collettività, e situazioni di degrado, che certo non fanno brillare la città eterna, agli occhi dei milioni di persone che, ogni anno la visitano…

Il degrado c’è; e si vede. Di qui, l’iniziative dei senatori, per avanzare l’emergenza rifiuti sui roghi tossici e sulle discariche abusive…

 

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