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Formulario Identificativo Rifiuti, mini-guida all’uso… (6)

La nostra mini-guida “for dummies”…

E chiudiamo, compilando insieme la terza sezione; cominciando dal campo 9, che prevede, la firma del Produttore e quella del trasportatore.

Nel caso di chi trasporta in conto proprio, se è il titolare a guidare il mezzo, avremo lo stesso soggetto che firma due volte…

Sotto, nel campo 10, va riportato il nome e cognome del conducente, che ha firmato sopra come trasportatore e la targa dell’automezzo. Ovvio, ma lo ribadiamo, il mezzo deve essere autorizzato; a volte, le ditte con più mezzi, non li hanno autorizzati tutti. Occhio, è molto importante; se avete dubbi, verificate sempre sul sito ANGA, se il veicolo è autorizzato o meno. Trovate la Vostra Azienda sul sito, poi verificate sul fondo quali veicoli sono autorizzati. Il Formulario si chiude riportando la data e l’ora di partenza.

ORA, potete partire con il carico di rifiuti (ricordandovi di staccare la prima copia, che è DEL PRODUTTORE !!!).

Arrivati a destinazione, esibite il Formulario, effettuate le operazioni di scarico e fate “accettare” il formulario all’impianto.

L’accettazione, in pratica consiste nella compilazione del campo 11 A CURA DELL’IMPIANTO DI DESTINAZIONE (non scrivete mai in questa area).

Il Formulario è chiuso. Ora, dovete consegnare la quarta copia, quella di colore grigio, al Produttore.

I post precedenti riguardo a “Mini-Guida all’uso FIR” >>>  1  –  2  –  3  –  4  –  5

Formulario Identificativo Rifiuti, mini-guida all’uso… (5)

La nostra mini-guida “for dummies”…

E continuiamo compilando sempre insieme, i campi seguenti; quelli che riguardano proprio i rifiuti…

La terza sezione, comprende tutti i dati che riguardano i rifiuti; iniziamo con il campo 4. Nel campo denominazione/descrizione, dovrete scrivere la descrizione del CER. Il caso del CER che più riceviamo, è semplice: FERRO E ACCIAIO. Questa, è la descrizione corretta del CER 170405. Spesso, i produttori scrivo altro; errore da non commettere. Ogni CER, ha la sua descrizione semplice e chiara. Alla fine di questa serie di post, magari, vi riepilogheremo i CER più comuni del settore edile.

Lo stato fisico, nel caso nostro, è sempre solido, barrare 2. NESSUNO è la caratteristica di pericolo e SFUSO, riguarda la descrizione del carico.

Anche qui, per qualsiasi errore, fate riferimento alle corrette modalità di rettifica (annotazioni)…

Sotto a questi dati, troverete vari campi, come tutti, sempre indispensabili da compilare. Nel campo 5, va descritta la destinazione del rifiuto; generalmente, è R13, ma bisogna sentire, di volta in volta, l’impianto di destinazione. Nel nostro caso, solo i CER del RAEE, sono da destinare ad R4. A fianco, le caratteristiche chimico-fisiche che, sempre nel nostro caso, sono sempre e solo da descrivere con la dicitura INORGANICO.

Il campo 6, che spesso viene omesso, è come tutti obbligatorio ! Va barrato come sotto, e va riportato un peso INDICATIVO, una vostra STIMA di quanto potrebbe essere. Come vedremo, nelle copie successive, sarà cura dell’impianto di destinazione, imputare e scrivere quello che è il peso effettivo accettato. Nel campo 7, se il percorso è il più breve (dal Produttore, al Destinatario), lasciate in bianco. Se per motivi di servizio, o tappe intermedie (anche ad esempio altro carico, con altro FIR), va qui indicato. Per esempio: “il più breve, previo passaggio cantiere Via Roma etc etc).

Si potrebbe dare il caso, che si parte con un materiale di un produttore e se ne carica altro, presso altra sede; in questo caso, nel primo formulario, va accennata la tappa. Troppo complicato ?! Speriamo di no. Nel campo 8, barrate NO (riguarda i pericolosi)…

Prosegue (6)

Formulario Identificativo Rifiuti, mini-guida all’uso… (4)

La nostra mini-guida “for dummies”…

E qui siamo arrivati al quarto post, dove compiliamo, insieme, il campo 3, quello destinato al TRASPORTATORE.

Come nel citato caso più comune, la ditta edile che trasporta il materiale demolito, in conto proprio, è sia Produttore, che Trasportatore.

Qui, in questo caso, andranno quindi di nuovo riportati i dati dell’Azienda, ma non va citata la via del ritiro, ma la sede legale dell’azienda.

Importante è anche riportare il numero di Autorizzazione ANGA e la relativa data di inizio della stessa.

Sotto a questo campo 3, vi è uno spazio per le ANNOTAZIONI.

In questo campo, vengono soprattutto riportate le correzioni. Ecco come comportarsi, in caso di errori: evitare pastrocchi e cancellazioni, mettere un asterisco dove si è commesso l’errore. Nel campo annotazioni, scrivere di nuovo l’asterisco e specificare in quale campo si trova l’errore e quale sia la cosa giusta da considerare. Va poi evidenziato, che la correzione è stata effettuata prima della partenza, di modo che, su tutte le copie, la correzione è evidenziata. Qualora non fosse possibile, per vari motivi, riportare la correzione su tutte le copie, sarà opportuno elaborare una dichiarazione aggiuntiva per spiegare l’accaduto; questa dichiarazione, dovrà essere allegata ai FIR di tutti i soggetti coinvolti e diventa parte integrante del FIR stesso. (per i dubbi, sempre meglio prima chiedere).

Vediamo un esempio: per errore, avete scritto la data rilascio autorizzazione sbagliata. NON correggete nel campo, facendo pastrocchi, ma mettete un asterisco, e richiamate la correzione nel campo annotazioni, come segue…

Prosegue (5)

Formulario Identificativo Rifiuti, mini-guida all’uso… (3)

La nostra mini-guida “for dummies”…

Proseguiamo, con il terzo post, parlando del campo 2, dove andrete ad indicare il DESTINATARIO dei rifiuti.

Nell’esempio, mettiamo ovviamente i dati del nostro impianto. Analoghi dati, dovrete mettere nel caso di altro destinatario. Sono tutti dati essenziali, e li dovrete reperire, prima della partenza.

Occhio ai CER, comunque; dovete sempre verificare che il destinatario sia abilitato a ricevere, quanto voi siete autorizzati a trasportare.

Cosa potete trasportare, lo vedete sull’istanza che avete ricevuto, quando vi siete iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Se non lo sapete, o non lo ricordate, potete sempre effettuare una verifica sul sito ANGA.

Prosegue (4)

Formulario Identificativo Rifiuti, mini-guida all’uso… (2)

La nostra mini-guida “for dummies”…

Continuiamo, con questa serie di post: cominciamo a compilare il FIR.

Innanzitutto, in cima, si deve riportare la DATA DI EMISSIONE del formulario, che può essere precedente, a quella del viaggio da effettuare; capita, ad esempio, che il FIR venga compilato il giorno prima, o una settimana prima, di effettuare il ritiro. La data emissione è, quindi, la data nella quale predisponiamo il viaggio e compiliamo il FIR.

A destra, c’è il numero del FIR che è elemento che distingue univocamente il viaggio effettuato, con tutto quanto ne consegue dal punto di vista amministrativo, contabile, etc. Il “numero registro”, serve per quanti sono tenuti a gestire il libro di Carico/Scarico rifiuti, che debbono numerare e registrare tutti i FIR eseguiti (meglio non addentrarci sul tema)… Le piccole aziende, non sono interessate e sono le prime destinatarie di questa serie di post…

La stragrande maggioranza di chi trasporta i rifiuti, lo fa in “conto proprio”, è il caso delle aziende che, nell’esercizio del proprio lavoro, producono presso terzi, che siano cantieri pubblici o privati, rifiuti. In questo caso, al campo 1, andranno quindi i dati dell’Azienda.

Nel primo rigo, a fianco della denominazione sociale, va riportata la sede legale del produttore; nel rigo successivo (unità locale), va invece riportato il luogo dove il rifiuto è stato prodotto e ritirato, con tutti i riferimenti utili per descrivere il luogo. Es. Cantiere Eur, via tal dei tali; presso Centrale Enel, via pinco pallino e così via…

Nel rigo successivo, va indicato il CODICE FISCALE dell’azienda (che nel caso delle Aziende più recenti, coincide sempre con la Partita Iva).

Per chi trasporta in conto terzi, ovviamente, in questo caso vanno riportati i dati del produttore, proprietario quindi dei rifiuti da lui prodotti.

Non approfondiamo il tema produttori, qua, siamo a sintetizzare al massimo le questioni.

Una cosa va chiarita, fin da subito, NON FATE CORREZIONI o pastrocchi; se sbagliate, chiariremo nelle fasi successive, cosa fare.

Prosegue (3)

 

Formulario Identificativo Rifiuti, mini-guida all’uso… (1)

La nostra mini-guida “for dummies”…

La premessa minima a questa mini-guida è che non possiamo dire tutto, su questo fondamentale documento che interessa chiunque produca, trasporti, intermedi o riceva rifiuti.

Si è reso indispensabile pubblicare i post seguenti, vista la situazione generale di quanto osserviamo quotidianamente, rilevando errori, omissioni e interpretazioni, clamorosamente sbagliate…

Insomma, notizie minime per quanti sono proprio negati nell’approcciare il FIR, o per chi comincia, sono vitali.

Il FIR è composto di 4 fogli…

FIR (Formulario Identificativo Rifiuti)

Il formulario, è composto di 4 fogli; non tutti i produttori del documento specificano di lato la pertinenza dei fogli degli stessi; quindi, la prima cosa da chiarire, definitivamente, è a chi debbono andare le varie copie.

Intanto, mettete sempre il cartoncino, prima di compilare, dopo il quarto foglio, altrimenti inficiate i FIR successivi…

Foglio 1 – Ovvero quello dove scrivete, è di pertinenza del PRODUTTORE. Prima di partire, va staccato e lasciato al produttore; se siete sempre voi, staccatelo per non confondervi e lasciatelo, ad esempio, presso il cantiere dove state operando… Solo su questo foglio, generalmente, vanno riportate (come vedremo avanti e nel campo annotazioni), le eventuali correzioni…

Foglio 2 – Il secondo foglio è di pertinenza del DESTINATARIO,(ovviamente Autorizzato a trattare rifiuti) ovvero, dell’impianto che riceve i rifiuti.

Foglio 3 – Di pertinenza del TRASPORTATORE (ovviamente autorizzato ed iscritto all’ANGA)…

Foglio 4 – Foglio che deve tornare al produttore, con il timbro di accettazione del destinatario.

La legge, non definisce la distinzione di pertinenza in base al colore dei foglio (il primo è blu, il secondo verde, il terzo rosso, l’ultimo grigio); quindi spesso si può fare confusione tra il foglio 2 e 3. E’ indifferente, quindi se rilasciate l’una o l’altra; generalmente, la verde è dell’impianto e la rossa per il trasportatore.

Ovviamente, il “librone” dei FIR, va vidimato !!! Chi trasporta rifiuti, DEVE essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali; poi ha titolo per comprare i formulari presso i centri autorizzati. Successivamente, occorre vidimare questi libri, generalmente, presso la Camera di Commercio o l’Agenzia delle Entrate.

Prosegue (2)

CF Metalli attiva la micro-raccolta di rifiuti ferrosi e metallici

Circa un anno fa, partiva la regolamentazione del commercio ambulante di rottami metallici e ferrosi…

Non è che prima, non esistesse; le normative, prevedevano oneri e costi molto superiori, per gli operatori e le imprese che volessero intraprendere questo mestiere.

La cosiddetta categoria “4 Bis”, di cui vi avevamo parlato lo scorso anno, si può definire una iscrizione esemplificata nell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che prevede che si costituisca una impresa con tutto quello che ne consegue e che questa rispetti alcuni limiti e prescrizioni.

 

Noi, da sempre, miriamo ad aumentare la gamma dei servizi offerti alla Clientela ed è per questo motivo che, da quando la legge è entrata in vi gore, ci siamo attivati per poter dotare l’impianto, di professionisti Autorizzati ed abilitati alla micro-raccolta.

Prevalgono, in questa nostra volontà e strategia, non già motivazioni commerciali (i quantitativi, si fanno con i grandi produttori, con gli intermediari ed i trasportatori, nonchè, con altri impianti), quanto motivazioni etiche e morali.

Recuperiamo ed avviamo al riciclo, ovunque e senza sosta !!!

La micro-raccolta, risulta ideale per le esigenze piccole e medie di ritiro presso privati, piccole e medie imprese che producano o detengano, quantitativi apprezzabili di rifiuti ferrosi e metallici.

Da oggi, abbiamo una prima impresa attiva e pronta per poter operare in tal senso, dotata di tutti i requisiti normativi, autorizzativi e tecnici. A breve, se ne aggiungeranno altre…

Per quanti detengano rifiuti di ferro, alluminio o altri metalli, per quanti abbiano necessità di rimuovere questi rifiuti, avendo la certezza che siano immessi regolarmente nella filiera del riciclaggio, da oggi, offriamo anche questo servizio.

Nella tabella sopra, riportiamo sinteticamente un elenco dei rifiuti per i quali potrete richiedere il ritiro e lo smaltimento, un elenco di CER (Codice Europeo dei Rifiuti), che designano anche l’origine del rifiuto (primi due numeri del codice CER).

Una gamma che riesce a coprire, gran parte delle esigenze legate alle demolizioni edili, dove l’Autorizzato può dare supporto alle piccole e medie imprese del settore, prive di mezzi autorizzati o con esuberi temporanei di produzione, o per le demolizioni domestiche fatte in economia.

Anche alcune esigenze produttive, come il caso delle lavorazioni meccaniche (sfridi e limature), possono trovare qui un supporto allo smaltimento.

Non mancano prodotti residuali e di nicchia, di cui parleremo più avanti e le piccole esigenze sui rifiuti domestici, ovviamente, sempre ferrosi e metallici.

Nei prossimi giorni, inseriremo un modulo per la richiesta intervento, nel frattempo, contattateci per informazioni.

Ricordate che, qui, trattiamo rifiuti, ma anche servizi alle imprese ed alle persone.

I rifiuti, debbono fare una lunghissimo percorso, prima di tornare materia prima; quando ci contattate, state parlando con quanti fanno la parte più dura e travagliata di questo antichissimo mestiere che, comincia a prendere forma, nella sua forma più moderna e vicina alle vostre necessità, comprese quelle più piccole.

La sfida per la micro-raccolta, l’abbiamo accettata.

Sappiamo che sarà durissima; anche solo arrivarci, dopo un anno di tentativi, è stata una impresa.

SIAMO PRONTI 

 

Raccolta e trasporto rifiuti in conto proprio, sia pericolosi che non…

RACCOLTA E TRASPORTO IN CONTO PROPRIO DEI PROPRI RIFIUTI SPECIALI AZIENDALI SIA NON PERICOLOSI CHE PERICOLOSI (CATEGORIA 2BIS – ANGA)

Il 25 dicembre 2010 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 205/2010 che ha apportato modifiche ed integrazioni al Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152) ed in particolare ha riscritto l’art. 212 che ridisegna a livello legislativo l’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti.

I soggetti obbligati ad iscriversi all‘Albo Gestori Ambientali sono, in applicazione specifica dell’art. 212 comma 8 (produttori – trasportatori in conto proprio dei propri rifiuti speciali prodotti sia pericolosi che non pericolosi) i seguenti:

  • Produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei  propri rifiuti a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla quale i rifiuti sono stati prodotti.
  • Produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti in quantità che non eccedano 30 Kg o 30 Litri al giorno, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla quale i rifiuti sono stati prodotti.

Tali imprese devono essere in  possesso dei requisiti di cui all’articolo 10, comma 2, lettere a), b), c) d), e), f), g) e i), del DM 120/2014, avere una regolare iscrizione in CCIAA con annesso codice ATECO principale o più di uno, e la disponibilità di uno o più veicoli utili allo scopo.

I soggetti di cui sopra si iscrivono all’Albo in base alla presentazione di una pratica di comunicazione tecnico amministrativa semplificata.

Tale pratica di comunicazione stessa non è soggetta a valutazione relativa alla capacità finanziaria e alla idoneità tecnica e non c’è l’obbligo di nomina del responsabile tecnico e non sono sottoposti alle garanzie finanziarie.

Permangono i controlli antimafia al legale rappresentante societario.

Fondamentali per la pratica 2BIS sono il/i codice/i ATECO del caso posto/i nella visura camerale aziendale (per ottenere i codici CER utili da trasportare) ed i libretti di circolazione dei mezzi di trasporto (proprietà, leasing, locazione senza conducente, vv.ee.) che si vogliono iscrivere (per un controllo formale dei dispositivi minimi utili alla fase di trasporto), oltre alle eventuali licenze di trasporto in conto proprio merci proprie di ogni mezzo di trasporto.

I costi vivi di iscrizione alla categoria 2BIS (esclusi i costi professionali di pratica) sono intorno ai 300,00 Euro con un pagamento di un diritto annuale di 50,00 Euro.

La durata del documento di iscrizione alla categoria ANGA 2BIS è pari a 10 anni e facilmente rinnovabile entro 3 mesi dalla sua scadenza.

Questo articolo, è stato redatto in collaborazione con l’Ing. Enrico Borrelli, dello Studio Borrelli Ambiente (Professione Ex Lege 04/2013).

Per qualsiasi chiarimento, soprattutto per le Aziende che operino nelle regioni Lazio, Campania e Lombardia, lo Studio Borrelli è a disposizione.

 

160117 Metalli ferrosi

160117_Rottami di motoriTra gli 842 CER esistenti, alcuni hanno la medesima descrizione generica, come quella di questo CER: “metalli ferrosi”.

Eppure il CER 160117 ha una sua specifica origine e serve a designare specificatamente, i rottami ferrosi prodotti dalle autofficine.

Spesso, impropriamente, vengono utilizzati altri CER, tipo il 170405 (ferro e acciaio); ma è un errore nel quale è bene non incorrere, essendo il gruppo 17, originato dalle costruzioni e demolizioni.

Le autofficine, producono vari tipi di rifiuti e scarti di lavorazioni; per massa e volumi complessivi, il 160117 è senz’altro il rifiuto prodotto in quantità maggiore, uno dei pochi peraltro, classificati come NON pericolosi.

Le autofficine, già da anni gestiscono al meglio la produzione di rifiuti, stoccando al meglio le diverse tipologie di rifiuti prodotti il cui destino, è peraltro molto diverso.

La pericolosità dei rifiuti prodotti da questo tipo di attività, è quasi sempre determinata dalla presenza di oli usati o liquido antigelo.

Nel nostro impianto, trattiamo solamente rifiuti non pericolosi. Proprio per questo motivo, raccomandiamo sempre ai produttori, di verificare attentamente che i cascami, i motori, siano adeguatamente svuotati, poichè una percentuale elevata di oli, determina la non accettazione del rifiuto.

E’ anche questo il motivo per cui, il più delle volte, siamo noi ad effettuare il ritiro presso le autofficine; abbiamo così modo di verificare, durante il carico, che nessun pericoloso sia finito per errore nelle casse dei rottami (come può accadere per le lattine ed i barattoli sporchi di olio (150110), i filtri dell’olio (160107) e gli stracci e segatura sporchi di olio (150202). Sono infatti questi, tutti rifiuti pericolosi, da tenere adeguatamente separati dai cascami ed stoccati in contenitori al coperto, resistenti a corrosione o perdite di liquidi.

Il 160117 è un rifiuto composito e molto diversificato che, per quanto sia maggiormente connotato dalla presenza di ferro, può presentare anche rottami in ferro e acciaio, oppure, in ferro e carter.

In definitiva, è questo il rifiuto prodotto dalle autofficine, che viene riciclato al cento per cento, per tornare materia prima per l’industria automobilistica e non solo…

Produci questo tipo di rifiuto e desideri un ritiro da parte nostra ? O vuoi ulteriori informazioni sull’argomento ?

Riempi il modulo contatto e ti richiameremo in breve

Il trattamento del RAEE…

Il trattamento del RAEE, può essere svolto solo nei centri adeguatamente autorizzati alla gestione dei rifiuti e che si siano adeguati al “Decreto RAEE”, sfruttando le migliori tecniche a disposizione.

Gli impianti che lavorano il RAEE, debbono dedicare un’ area specifica dell’impianto, proprio ai rifiuti di cui oggi vi parliam con una propria area di conferimento, ben distinta da quella degli altri rifiuti (es.ferrosi o metallici), ma anche con una propria area di stoccaggio, messa in sicurezza e così via.

Insomma, una sorta di impianto, dentro l’impianto, in cui si lavora solo il RAEE di cui, più avanti, vi parleremo in dettaglio.

Il trattamento, prevede varie fasi che possiamo elencare indicativamente come segue:

messa in sicurezza o bonifica, ovvero asportazione dei componenti pericolosi

Questa fase è specifica degli impianti che gestiscono anche i “pericolosi”; non è quindi il caso del nostro impianto, che si occupa solo di non pericolosi. Comunque sia, abbiamo predisposto una zona, nell’area RAEE, di prima accoglienza degli apparati dismessi di maggiori dimensione che, dopo il conferimento, vengono qui stoccati e ricontrollati in maniera approfondita. La verifica dei livelli di radioattività dei pezzi, è una prassi, una naturale routine che avviene sia prima del conferimento che nell’area di primo stoccaggio.

smontaggio dei sotto-assiemi e separazione preliminare dei materiali

In questa fase, spostiamo i vari apparati nell’area disassemblaggio (R4), dove inizia la fase si smontaggio e separazione preliminare dei materiali

lavorazione meccanica per il recupero dei materiali.

In questa fase conclusiva, i primi materiali vengono stoccati per gruppi omogenei e posizionati nelle aree predisposte, come quella per i “cavi da RAEE”, “metalli da RAEE”, “Plastica da recuperare” e così via…

I componenti come le schede elettroniche, vengono anch’esse selezionate per gruppi omogenei di qualità e stoccate in una intera zona dedicata, in apposite casse di contenimento.

Altri sotto-assiemi, vengono stoccati sugli scaffali dedicati anch’essi ad un raggruppamento importante di elementi…

Rifiuti Schede Elettroniche

Selezione delle Schede elettroniche

I sotto-assiemi, le schede ed i metalli recuperati, vengono successivamente inviati presso altri impianti per il completo riciclaggio…

L’attività di reimpiego delle apparecchiature dopo test di funzionamento è un’opzione prevista della normativa sui RAEE ma non esiste una normativa sulle apparecchiature reimmesse sul mercato.

Quello del “riuso”, insomma, è un tema molto affascinante ed interessante; ma sul come attuarlo, ancora nessuno ne sa nulla…

In definitiva, dobbiamo farlo, ma non possiamo !!!

Questo, almeno, accade in Italia (per ora)…

In questo primo post sul trattamento del RAEE, abbiamo soltanto approcciato il tema, in generale.

In successivi post, ci piacerebbe farvi vedere le varie fasi di lavorazione in maniera specifica e puntuale; speriamo ci seguirete in tanti…

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