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Archivio mensileaprile 2016

Cos’è il CER nei rifiuti

Iniziamo, con il presente, a scrivere una serie di post per addentrarci nelle materie inerenti il nostro lavoro; iniziamo con il parlare dei codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti), ovvero la classificazione dei rifiuti, secondo la direttiva europea 75/442/CEE.

La citata direttiva, definisce col termine rifiuti “qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell’allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. L’allegato I è noto comunemente come Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER in breve), rifiuti e si applica a tutti i rifiuti, siano essi destinati allo smaltimento o al recupero.

I codici CER sono delle sequenze numeriche, composte da 6 cifre riunite in coppie di due, volte ad identificare i rifiuti, in base al processo produttivo da cui è originato.

L’Elenco dei rifiuti della UE è stato recepito in Italia a partire dal 1º gennaio 2002 in sostituzione della precedente normativa, grazie a due provvedimenti di riordino:

  • il Dlgs 152/2006 (recante “Norme in materia ambientale”), allegati alla parte quarta, allegato D;
  • il Dm Ministero dell’ambiente del 2 maggio 2006 (“Istituzione dell’elenco dei rifiuti”) emanato in attuazione del Dlgs 152/2006 e successivamente dichiarato incapace di produrre effetti giuridici, non essendo stato sottoposto al preventivo e necessario controllo della Corte dei conti, con comunicato del Ministero dell’Ambiente pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2006.

Con la decisione 2014/955/Ue (entrata in vigore il 1º giugno 2015) sono stati aggiunti all’elenco tre nuovi codici (portando dunque l’elenco dei CER a 842 voci) e sono state modificate le descrizioni relative ad alcune voci esistenti.

I codici CER si dividono in non pericolosi e pericolosi; i secondi vengono identificati graficamente con un asterisco “*” dopo le cifre.

La pericolosità di un rifiuto, quando non è determinabile dalle schede di sicurezza dei prodotti lo costituiscono, viene determinata tramite analisi di laboratorio volte a verificare l’eventuale superamento di valori di soglia individuati dalle Direttive sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze pericolose. Questo si applica alle tipologie di rifiuti individuati da “codici CER a specchio”, ossia una coppia di diversi codici CER che si riferiscono allo stesso rifiuto, uno (asteriscato) nel caso in cui esso sia pericoloso e l’altro (non asteriscato) nel caso in cui non lo sia.

Altri tipi di rifiuti, invece, sono necessariamente pericolosi o non pericolosi in base alla loro tipologia e pertanto la loro classificazione non richiede analisi.

Generalmente, il codice CER è attribuito dal produttore/detentore del rifiuto, che potrà conferirlo nell’impianto che possa riceverlo; e ciò si può verificare presso L’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Nel piccolo Stabilimento di CF Metalli, sito in Monterotondo Scalo, riceviamo solo una piccolissima parte, di questi CER, come vedremo più avanti, e solo NON pericolosi…

Siamo specializzati in ferro, metalli e RAEE; e questo restringe uleriormente, la cerchia dei CER che riceviamo, stocchiamo e lavoriamo, come vedremo più avanti…

Per oggi, vi abbiamo solo specificato cosa siano i CER; nel prossimo post, vi parleremo delle varie “famiglie”, o gruppi di CER, per meglio addentrarci nella materia…

Ottone

Oltre agli elementi metallici, cominciamo a parlare delle varie leghe, che qui riceviamo.

Una delle più famose e diffuse, è l’ottone; lega principalmente composta di rame e zinco, ma con molteplici possibili combinazioni, soprattutto con lo stagno.

Anche in base al tipo di elementi che lo compongono, può avere una colorazione giallo-oro, con la quale è più conosciuto; ma anche simile all’argento…

In genere, l’ottone ha un “titolo” di zinco, tra il 36 ed il 45%, che lo rende lavorabile a caldo; la lega binaria rame zinco, è molto facile da lavorare con le macchine utensili, ma provoca trucioli molto lunghi. Per questo, si usa aggiungere piombo, che migliora la velocità di lavorazione (ottini secchi)…

 

Alla lega possono essere aggiunti anche altri elementi per ottenere determinate proprietà, ad esempio:

  • il manganese e lo stagno aumentano la resistenza alla corrosione;
  • il ferro aumenta il carico di rottura;
  • l’alluminio aumenta la resistenza alla corrosione e all’abrasione;
  • l’antimonio e l’arsenico inibiscono la “dezincificazione”.
  • il nichel migliora le caratteristiche meccaniche e la resistenza alla corrosione;
  • il silicio serve a disossidare e favorisce la creazione della fase β.

 

L’ottone ha un campo di applicazioni talmente vasto che se ne può fare solo un elenco di massima.

  • elettricità (apparecchiature elettriche, interruttori, contatti, portalampada)
  • autotrasporti (radiatori, impianti elettrici)
  • settore marino (scambiatori, piastre)
  • munizioni (bossoli)
  • idrosanitaria (rubinetti, valvole, radiatori, tubazioni)
  • industria chimica (scambiatori)
  • industria meccanica (bulloni, viti, ingranaggi, minuterie metalliche)
  • edilizia e arredamento (cerniere, serramenti, elementi di mobili, maniglie)
  • monetazione e simili (monete, targhe, medaglie, decorazioni)
  • strumenti musicali (gli ottoni)

Gli ottoni contenenti dal 40 al 60% di stagno, risultano molto plastici, e con una colorazione argentea che ne rende idoneo l’uso in bigiotteria, ad esempio per realizzare orologi da polso. Con percentuali di stagno elevate, si ottiene un ottone dalle caratteristiche meccaniche più elevate, usato quindi per per parti di oggetti che necessitano resistenza meccanica. Quello al 28% viene usato per i bossoli dei cannoni e cartucceria; quello al 33%, ottimamente lavorabile, è raccomandato per i laminati destinati a pezzi imbutiti, molle e tubi.

Vecchio rubinetto in ottone…

Oltre allo stagno, altro elemento che crea differenti leghe di ottone, è il piombo.

Gli ottoni al piombo sono impiegati per i pezzi lavorabili al tornio, come valvole e rubinetti.

Tra gli ottoni speciali ricordiamo il CuZn28Sn1As, detto anche ottone ammiragliato, utilizzato in distillatori, condensatori, raccordi e nelle applicazioni marine in generale.

Il CuZn22Al2As è utilizzato negli scambiatori marini, che necessitano di alta resistenza alla corrosione e che lavorano con alta velocità di flusso.

Il CuZn19Sn viene usato per la produzione di strumenti musicali (gli ottoni).

Le monete da 10, 20 e 50 centesimi di euro sono in CuAl5Zn5Sn1 (lega nordic Gold o oro nordico), mentre la parte gialla delle monete da 1 e 2 euro è in CuZn20Ni5.

L’ottone è un materiale duttile, malleabile e ha una buona resistenza alla corrosione; rispetto al rame presenta valori più elevati di durezza, resilienza e fusibilità. Ha notevo

Strumenti musicali in ottone

li proprietà acustiche, non a caso viene impiegato nella produzione di svariati strumenti musicali, soprattutto i cosiddetti “ottoni” (tromba, corno, trombone, tuba, ecc..), ma anche sassofoni e percussioni.

Una lega, quindi, che nelle sue moltissime varietà, si adopera ad un numero elevatissimo di applicazioni.

Se ne producono, in italia, oltre mezzo milione di tonnellate all’anno; una larga parte di queste, proviene proprio dal mondo del riciclaggio, con il consueto risparmio di energia ed il minore impatto ambientale, essendo inferiore, la richiesta di elementi dal settore estrattivo…

Straordinario ottone !

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