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Archivio mensilemarzo 2015

Metalli rari, dalle fogne !!!

Oro, argento ed altri metalli rari, secondo uno studio dell’Agenzia per la Sorveglianza geologica degli Stati Uniti, possono essere estratti e recuperati dagli escrementi evitandone la dispersione nell’ambiente.

Insomma, i nostri escrementi ed i nostri rifiuti, nascondono letteralmente una miniera d’oro, che potrebbe facilmente essere recuperato attraverso le attuali tecniche industriali di estrazione mineraria.

Le fogne nascondono realmente oro, argento e metalli rari come il palladio ed il vanadio usati nell’elettronica.

Lo studio di Kathleen Smith dell’Agenzia per la Sorveglianza geologica degli Stati Uniti (Usgs), ormai lo conferma.

Nel corso del meeting della Società Americana di Chimica (Acs), in svolgimento a Denver, la USGS, ha proposto di recuperare questo prezioso contenuto, con il doppio vantaggio di poterli nuovamente utilizzare e di evitarne la dispersione nell’ambiente.

“Ci sono i metalli ovunque”, ha spiegato Smith, “nei prodotti per la cura dei capelli, come nei detergenti.

Nanoparticelle sono inserite anche nei calzini per evitare i cattivi odori”.

Qualunque sia la loro origine, tutti questi metalli finiscono spesso per essere dispersi attraverso gli scarichi domestici e raccolti negli impianti di trattamento delle acque reflue. Questi materiali vengono poi trattati e possono essere usati o per la concimazione dei terreni oppure essere destinati all’incenerimento.

“Se riuscissimo”, ha aggiunto la Smith, “a sbarazzarci dei metalli, che limitano l’uso di questi rifiuti come fertilizzanti, e allo stesso tempo recuperare quelli preziosi, avremmo una doppia vittoria”.

La ricerca sul campo, svolta in numerosi impianti di trattamento delle acque, in varie città degli Stati Uniti, ha dato risultati clamorosi. Vere miniere di oro, argento, rame e materiali rari come il vanadio, che potrebbero essere estratti “senza grandi difficoltà”.

Chiaramente, parliamo degli Stati Uniti d’America; una delle nazioni più avanzate al mondo, nel trattamento e recupero di qualunque materiale…

Un paese, dal quale imparare e prendere esempio !

Dieci banche indagate per aver manipolato i prezzi dei metalli preziosi…

Cartelli, per manipolare i tassi d’interesse e cambi, non bastavano. Ora, ad essere manipolati, sarebbero stati i prezzi dei metalli preziosi.

L’indiscrezione, arrivata dal Wall Street Journal, e parla di un’indagine del Dipartimento di Giustizia statunitense nei confronti di 10 grandi banche, tra cui l’americana JP Morgan, la svizzera Credit Suisse, la francese Société générale e la britannica HSBC.

Sotto la lente degli investigatori le operazioni attraverso le quali ogni giorno vengono fissati a Londra i prezzi di riferimento di oro, argento, platino e palladio.

La notizia dell’indagine (che vedrebbe coinvolta in sede civile anche l’autorità dei ‘future’ sulle materie prime) arriva in un momento di transizione: da marzo il cosiddetto “gold fix” sarà sostituito da un processo telematico.

Una simile inchiesta, era stata avviata dalle autorità europee, che hanno poi lasciato cadere l’indagine.  Un dossier è stato aperto anche dalla Commissione di Trading sui Futures delle Commodity, la CFTC, che ha contattato anche HSBC per avere informazioni sulle attività di trading aventi per oggetto i metalli preziosi. (Lna)

Giù la produzione industriale a gennaio…

I dati della produzione industriale, relativi a gennaio, parlano chiaro.

L’industria italiana rinvia le speranze di ripresa ed entra nel 2015 con la retromarcia ingranata.

La produzione industriale di gennaio è infatti in calo dello 0,7% su base mensile destagionalizzata, perde oltre due punti nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente.

Sono prevalenti i segni meno, mentre, su base annua solo il comparto dei beni durevoli è in crescita. Si hanno frenate superiori ai due punti percentuali. Per una volta non è l’energia il nodo princ

 

ipale ed escludendo questa componente dal calcolo anche per le altre attività manifatturiere la discesa è sensibile.

Un calo netto, quindi e generalizzato, che sarebbe stato anche superiore se a gennaio non fosse proseguita la corsa dell’auto, settore affondato da anni di recessione e ora in progresso – nella produzione nazionale – di oltre 30 punti percentuali.

Anche l’area elettronica può vantare performance positive mentre altrove si osservano unicamente segni meno. Pesanti in particolare nell’area della metallurgia (-8,1%) e del tessile-abbigliamento-pelle, settore quest’ultimo che più di altri, in particolare nelle calzature, sta pagando un dazio pesante alla crisi in Russia.

Dati complessivamente non incoraggianti, che si spera, come da stime Confindustria, siano solo una parentesi…

Nei prossimi mesi, sapremo.

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