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Archivio mensilegennaio 2015

Il rame, cenni storici…

Il rame è l’elemento chimico di numero atomico 29. Il suo simbolo è Cu.

E’ un metallo rosato o rossastro, di conducibilità elettrica e termica elevatissime, superate solo da quelle dell’argento; è molto resistente alla corrosione (per via di una patina aderente che si forma spontaneamente sulla superficie, prima di colore bruno e poi di colore verde o verde-azzurro) e non è magnetico.

È facilmente lavorabile, estremamente duttile e malleabile, ma non è idoneo a lavorazioni con asportazione di truciolo, perché ha una consistenza piuttosto pastosa; può essere facilmente riciclato e i suoi rottami hanno un alto valore di recupero. Si combina con altri metalli a formare numerose leghe metalliche (si calcola che se ne usino almeno 400), le più comuni sono il bronzo (rame e stagno) e l’ottone (rame e zinco). Tra le altre, anche i cupronichel e i cuprallumini (detti anche bronzi all’alluminio). Inoltre il rame è batteriostatico, cioè combatte la proliferazione dei batteri sulla sua superficie.

Il rame era già noto ad alcune delle più antiche civiltà di cui abbiamo testimonianze, la storia del suo impiego si stima vecchia di almeno 10.000 anni.

Un pendente in rame nativo datato attorno al 9500 a.C. è stato trovato in una grotta dei monti Zagros, in Iraq.In Turchia sono stati ritrovati altri oggetti in rame risalenti al 7000 a.C. Segni di attività del raffinamento del rame a partire dai suoi ossidi minerali (la malachite e l’azzurrite) risalgono al 5000 a.C., mille anni prima di quelli relativi all’uso dell’oro.

Insomma, il rame è con ogni probabilità il metallo che l’umanità usa da più tempo.

L'ascia in rame dell'uomo del Similaun...

L’ascia dell’uomo del Similaun…

Una piramide ospita un sistema di tubi di scarico in lega di rame vecchia di circa 5000 anni. Al museo Statale di Berlino si può vedere il primo tubo di rame per l’acqua risalente al 2750 a.C. L’uso del rame nella Cina antica risale al 2000 a.C., la cui produzione di bronzo raggiunge l’eccellenza attorno al 1200 a.C.

In Europa, l’uso del rame è confermato dal ritrovamento dell’uomo del Similaun (noto anche come Ötzi), il fossile di un uomo risalente al 3200 a.C. rinvenuto sulle Alpi, la cui ascia ha una punta costituita da rame puro al 99,7%.

L’elevato tenore di arsenico trovato nei suoi capelli fa presumere che tra le attività dell’uomo rientrasse anche quella di produrre il rame. Verso la fine del III millennio a.C., a Saint-Véran (Francia) era nota la tecnica per staccare un pezzo del minerale, batterlo e scaldarlo presso una miniera di rame ad un’altitudine di 2500 metri.

I reperti storici recuperati, risalenti ad una fase avanzata dell’Età del bronzo (inizio II millennio a.C.), comprendono ugelli in ceramica e strutture in pietra a secco, interpretabili come un forno metallurgico preistorico.

"Diffusion cuivre" di Hamelin de Guettelet - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Diffusion_cuivre.png#mediaviewer/File:Diffusion_cuivre.png

“Diffusion cuivre” di Hamelin de Guettelet – Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Diffusion_cuivre.png#mediaviewer/File:Diffusion_cuivre.png

L’uso del bronzo, lega di rame e stagno, è stato talmente diffuso nella storia da dare il nome ad uno stadio dell’evoluzione della civiltà umana: l’età del bronzo. Il periodo di transizione tra il precedente neolitico e l’età del bronzo è chiamato calcolitico ed è contraddistinto dalla compresenza di utensili in pietra ed utensili in rame.

L’ottone, una lega di rame e zinco, era già noto agli antichi greci e fu ampiamente utilizzato dai romani. Il rame è stato associato alla dea Venere nella mitologia e nell’alchimia per via del suo aspetto lucente, del suo uso nella produzione di specchi e per la sua principale zona estrattiva, l’isola di Cipro.

Il rame si trova quasi sempre sotto forma di minerali e molto più raramente allo stato nativo sotto forma di pepite. Oggi, le principali miniere sono situate lungo la Cordigliera delle Ande e le Montagne Rocciose: i principali Paesi estrattori sono il Cile, il Perù, gli Stati Uniti, l’Indonesia, l’Australia; altre importanti miniere si trovano in Papua Nuova Guinea, Zambia, Canada, Paesi ex-URSS, Polonia e Finlandia.

Visto il largo impiego, soprattutto in ambito elettrotecnico, la produzione è aumentata notevolmente, nell’ultimo secolo. Nel 2004, se ne sono prodotti oltre 22 milioni di tonnellate.

Molto importante, è il settore del recupero che, in Europa, supera il 40% della produzione totale.

 

Rame ai minimi da 4 anni…

Come capiremo meglio, andando avanti, noi operiamo nel settore raccolta rifiuti; un settore molto lontano dal mercato vero e proprio, delle materie prime.

Eppure, le ricadute di quello che avviene nel mercato mondiale delle suddette, sono sicuramente enormi, anche per noi.

Le materie prime, ferrose e non ferrose, stanno in generale perdendo valore, negli ultimi mesi; e ciò, è in larga parte dovuto alla diminuzione della produzione industriale, alla diminuzione della domanda, insomma.

Eppure, in quel mondo lontano che è il mercato dei metalli, ci sono fenomeni speculativi che stanno agevolando la caduta di alcune metarie prime.

E’ il caso del rame. I primi giorni dell’anno, il Sole24Ora, segnalava come le quotazioni presso l’ LME (London Metal Exchange, la borsa dei metalli non ferrosi più importante del mondo), registrassero i minimi valori per il rame, da quattro anni a questa parte.

Negli ultimi giorni, la quotazione è scesa ulteriormente, come si evidenzia nel grafico sul fondo.

Sul rame, si è attuato un vero e proprio attacco ribassista, operato da due grandi operatori che, negli ultimi mesi dello scorso anno, con i prezzi a 6500 USD, evevano acquistato put option (ossia diritti di vendita) per giugno a 6.000 e a 5.500 $ per un totale di 210mila tonnellate circa. L’operazione, resa nota da poco, aveva già avuto i suoi effetti negativi sui prezzi, perché aveva costretto i cedenti dell’opzione a coprirsi con vendite a termine, per cui ora potrebbe avere solo un impatto psicologico sugli umori.

Come anticipato, questo non è il mondo in cui si muoverà la nostra Azienda; tuttavia, comprendiamo tutti, oggi, quanto sia importante conoscere quanto accade, a livello mondiale…

Si producono, ogni anno, circa 22 milioni di tonnellate di rame, di cui il 35%, da riciclo (EU 43%); almeno su questa parte della produzione, è notevole il risparmio energetico (85% in meno rispetto al rame primario. Fonte: Bureau of International Recycling) .

Un mercato enorme che, dal nostro settore, recupera circa 8 milioni di tonnellate ogni anno, a livello globale !!!


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L’alluminio, cenni storici…

L’alluminio, simbolo Al, è l’elemento chimico di numero atomico 13.

Si tratta di un metallo duttile color argento. L’alluminio si estrae principalmente dai minerali di bauxite ed è notevole la sua morbidezza, la sua leggerezza e la sua resistenza all’ossidazione, dovuta alla formazione di un sottilissimo strato di ossido che impedisce all’ossigeno di corrodere il metallo sottostante.

L’alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la fusione, la forgiatura o lo stampaggio.

Viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l’economia mondiale. Componenti strutturali fatti in alluminio sono vitali per l’industria aerospaziale e molto importanti in altri campi dei trasporti e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie.

Gli antichi greci e romani usavano l’allume che era prodotto dalla lavorazione dell’alunite, un solfato d’alluminio che si trova in natura.

L’allume era fondamentale nell’industria tessile come fissatore per colori, per le stampe su pergamena, per la concia delle pelli, la produzione del vetro e, come emostatico, per curare le ferite.

Nel 1761 Guyton de Morveau propose di chiamare l’alluminio base, allumina.

Il metallo fu identificato per la prima volta da H.Davy, nell’allume, però non riuscì ad isolarlo, propose pertanto il nome alumium (dal Latino alumen, alum, sale amaro), poi modificato in aluminium, quindi in alluminio.

La statua di Anteros come angelo della carità cristiana in Piccadilly Circus a Londra (1893), è una delle prime statue in alluminio, allora considerato metallo prezioso.

Il primo scienziato ad isolare, in forma impura, il metallo fu H. C. Ørsted sfruttando la reazione tra l’amalgama di potassio ed AlCl3 ; Friedrich Wöhler è generalmente accreditato per aver isolato l’alluminio in forma massiva, nel 1827, migliorando il metodo di Ørsted.

Henri Sainte-Claire Deville introdusse il metodo di riduzione diretta del metallo, per via elettrolitica a partire da NaAlCl4 fuso, processo studiato in modo indipendente pure da Bunsen.

L’invenzione del processo di Hall-Héroult nel 1886, ovvero elettrolisi di allumina disciolta in criolite (NaAlF4) rese economica l’estrazione dell’alluminio dai minerali, ed è comunemente in uso in tutto il mondo.

Ciò che un tempo era raro e prezioso, divenne accessibile e quindi largamente utilizzato.

Fonte: Vikipedia

 

Il logo CF Metalli

Logo CF OneIl logo, di questa CF Metalli 2.0, è stato riconfermato. C come, CESARI, che per chi ci conosce, vuol dire serietà e dedizione; F, come FRATELLI.

Questa è la nostra Azienda. Il simbolo, riprende in parte la forma del simbolo infinito, ad indicare l’attitudine tipica dei metalli, ad essere riciclabili al 100%, per infinite volte…

Questa è la versione, definitiva del nostro brand.

Il riciclaggio dei materiali ferrosi…

628px-Recycling_symbol.svgIl riciclaggio dei materiali ferrosi è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti.

Il riciclaggio dei ferrosi consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte sui rifiuti composti da ferro per ottenere nuovo materiale da reimmettere nei processi produttivi.

Il ferro si utilizza in varie forme (ghisa, acciaio da costruzione, acciaio speciale, acciaio per utensili, ecc.) in base alle specifiche caratteristiche che sono richieste: durezza, malleabilità, resistenza fisica o chimica, ecc..

Il riciclaggio dei materiali ferrosi viene effettuato a partire da rifiuti provenienti da:

  • Raccolta differenziata su suolo pubblico,
  • Centri di raccolta industriali
  • Impianti di incenerimento dei rifiuti, dove i materiali ferrosi vengono estratti magneticamente.

La raccolta differenziata di materiali ferrosi riguarda in particolare gli imballaggi in acciaio, usati nelle attività civili, industriali, artigianali e commerciali.

L’acciaio è presente negli imballaggi in varie forme:

  • banda stagnata (latta): foglio di acciaio ricoperto su entrambi i lati da un sottile strato di stagno, che evita l’ossidazione e la corrosione dell’acciaio. Viene impiegata per barattoli e scatolette per generi alimentari
  • banda cromata: foglio di acciaio ricoperto con cromo e ossidi di cromo, impiegata soprattutto nella produzione di fondi e coperchi di tappi corona
  • lamierino o banda nera: foglio d’acciaio laminato a freddo, senza rivestimenti di altri materiali, per la fabbricazione dei fusti a utilizzo industriale.

Gli imballaggi in acciaio, se raccolti assieme ad altre categorie merceologiche, vanno sottoposti a operazioni preliminari di selezione, per separarli dalle altre frazioni, con sistemi magnetici. Seguono operazioni di pulitura, frantumazione, eliminazione dello stagno, ottenendo quindi un materiale pronto per l’acciaieria e/o fonderia. L’acciaio è nuovamente fuso, e trasformato in prodotti siderurgici (semilavorati dell’acciaio). Le industrie trasformatrici dell’acciaio provvedono infine alla lavorazione finale ottenendo nuovi prodotti.

Gli imballaggi in acciaio di grosse dimensioni (i fusti industriali), invece di essere avviati al riciclaggio, possono essere rigenerati, cioè sottoposti a un ciclo di operazioni che hanno come obiettivo il ripristino e la verifica delle caratteristiche del contenitore, rendendolo nuovamente utilizzabile. Le principali fasi sono il ripristino della forma del fusto (risanamento di bordi e ammaccature), pulizia (scolatura, lavaggio, asciugatura), verifica della tenuta e delle superfici interne, spazzolatura esterna e verniciatura. I fusti che nel processo si rivelano eccessivamente danneggiati per essere recuperati sono avviati al riciclaggio, seguendo il percorso descritto in precedenza per i materiali ferrosi.

I materiali ferrosi possono essere riciclati un numero illimitato di volte, con notevoli risparmi di materie prime ed energia.

Fonte: Wikipedia

CF Metalli, è nata…

Siamo appena nati, da una grande esperienza sul campo.
Siamo appena nati, e stiamo per arrivare…
Ci vorranno mesi, per avviare l’impianto; e ce la stiamo mettendo tutta, affinchè ci si riesca in tempi brevissimi.

Dopo aver attivato il canale facebook, e twitter, oggi, siamo anche qui, a testimoniare l’importanza che diamo ai “nuovi media”.

Cercheremo di informarvi sui nostri progressi.
Seguiteci…

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